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“myKey” per i neo patentati

Non di rado, l’arrivo di un neopatentato in famiglia viene accolto da due stati d’animo opposti: all’entusiasmo del fresco guidatore fa da contrappeso il timore dei genitori, ansiosi per i rischi che il figlio si troverà a correre ogni giorno sulle strade. Oggi, però, negli Stati Uniti, sono in sperimentazione sistemi rivoluzionari per tenere a bada i giovani più spericolati e, insieme, far dormire sonni più tranquilli a mamma e papà. Due le sigle dietro cui si nascondono vere e proprie dichiarazioni di “guerra digitale” alle stragi del sabato sera: la prima va sotto il nome di “MyKey” ed è uno standard scelto da Ford per arricchire alcuni modelli della sua gamma, come Taurus ed Explorer, oltre al marchio di lusso Lincoln; l’altra, invece, entrerà in sperimentazione da settembre su alcuni veicoli Saab e General Motors ed è stata battezzata “Family Link”. Nel dettaglio, le case americane hanno messo a punto un bis di zavorre tecnologiche per quelli che, secondo le statistiche, sono i fattori principali di incidenti tra i neopatentati, i quali, è bene ricordarlo, nel paese a stelle e strisce si mettono al volante già all’età di 16 anni. Grazie a “MyKey”, ad esempio, basterà un semplice codice numerico per impostare la velocità massima consentita al veicolo condotto da un neopatentato. Velocità che, secondo i limiti Usa, si attesta a 60, 70 o 80 miglia all’ora. Così facendo, si annullerebbe di fatto la prima causa di sinistri mortali tra i neopatentati, ossia l’eccesso di velocità, che negli Stati Uniti è il 35,3% degli schianti provocati da guidatori “in erba”, secondo le principali agenzie governative. Non è un caso, dunque, che il “lucchetto” digitale sia entrato, da un lato, nell’orbita delle compagnie assicurative e, dall’altro, abbia portato nuova linfa a Ford nel settore della vendita ad automobilisti “di nuovo conio”. Una vera e propria innovazione nel campo della sicurezza stradale, che, se vedesse confermato il suo potere deterrente, potrebbe presto lanciare una moda tra gli altri colossi delle quattro ruote. Nel frattempo, i promotori di “MyKey” hanno annunciato che i test proseguiranno a ritmo serrato, anche sull’onda delle risposte positive ottenute da tanti genitori stanchi di vivere col groppo in gola. Gli ultimi sviluppi includono anche la possibilità di regolare il volume della radio, evitando del tutto la sua accensione finché le cinture non sono state allacciate. Ancora, è possibile, tramite appositi settaggi, disattivare eventuali funzioni bluetooth, per scoraggiare del tutto le chiamate in auto e ridurre al minimo le distrazioni per i giovani automobilisti, o, come se non bastasse, impedire l’acceso a stazioni radio ritenute censurabili. Nella stessa direzione, ma tramite una via differente, è diretto il software “Family Link”. Si tratta, in sostanza, dell’ultima evoluzione nel campo della sicurezza per il più noto sistema “OnStar”, nato negli anni ’90 come localizzatore GPS e risorsa in caso d’emergenza. Invece di incidere attivamente sullo stile di guida del neopatentato, il sistema adottato da General Motors e Saab permette, in gergo, un vero e proprio controllo “da remoto”. Anche qui, basterà impostare le funzioni a dovere e, in qualsiasi momento, si potranno tenere d’occhio i movimenti del figlio alla guida comodamente seduti davanti al pc di casa. In alternativa, i genitori potranno ricevere aggiornamenti via e-mail e sms sugli spostamenti del veicolo, o nel caso questo abbia superato i limiti di velocità. Uno “spionaggio” che, benché, naturalmente, sia troppo presto per disporre di dati certi sulla prevenzione dei sinistri, trarrebbe adeguata giustificazione anche nel tutt’altro che roseo quadro italiano. Se, infatti, il dibattito sulla potenza dei veicoli conducibili dai neopatentati appassiona forse più del dovuto, le cifre diramate dalle nostrane compagnie assicurative per il 2010 non lasciano scampo: un automobilista su cinque, tra i 18 e i 21 anni, ha causato un incidente grave. Stime che rendono gli adolescenti la categoria più a rischio sulle strade e quella assolutamente più onerosa sul versante assicurativo. Insomma, “MyKey” e “Family Link”, oltre che probabili dissuasori degli istinti da Formula Uno dei giovanissimi, potrebbero costituire anche per il vecchio continente, e per l’Italia in particolare, una limitazione generale di costi, materiali e non. Tecnologia e progresso, questa volta, paiono veramente andare a braccetto: spetta alle nostre case produttrici cogliere al volo l’opportunità.

tratto da asaps.it

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